← Tutti gli articoli21 set 2026 · 7 min di lettura

Cartello allergeni ristorante: cosa deve contenere e come digitalizzarlo

Prima o poi, nel pieno del servizio, un cliente chiede se nel sugo c'è frutta a guscio — e la risposta deve essere giusta al primo colpo. Quasi tutti i locali risolvono con un cartello allergeni plastificato tenuto alla cassa. Funziona, finché non cambia una ricetta. Vediamo cosa dice davvero la norma italiana, cosa deve contenere il cartello e perché conviene spostare quelle informazioni dentro il menu, piatto per piatto.

I 14 allergeni da dichiarare

L'elenco arriva dal Regolamento UE 1169/2011 ed è lo stesso in tutta l'Unione:

Cosa prevede la norma italiana

Il riferimento è il D.Lgs. 231/2017. L'articolo 19, comma 8, stabilisce che per gli alimenti non preimballati somministrati — quindi i piatti di un ristorante, di un bar o di una pasticceria — le informazioni sugli allergeni devono essere riconducibili a ciascun alimento e disponibili prima che il cliente ordini. Possono essere riportate sul menu, su un registro, su un apposito cartello «o altro sistema equivalente, anche digitale».

Due passaggi meritano attenzione. Il primo: il sistema digitale è ammesso espressamente, ma la norma chiede che resti disponibile una documentazione scritta facilmente reperibile, sia per il cliente sia per l'autorità di controllo. Il secondo: è ammesso anche l'avviso che invita il cliente a rivolgersi al personale, purché le informazioni scritte esistano e siano consultabili — l'avviso da solo non basta.

Sul fronte sanzioni, l'articolo 23 prevede da 3.000 a 24.000 euro per l'omissione delle informazioni sugli allergeni, da 1.000 a 8.000 euro quando le informazioni ci sono ma sono fornite con modalità non conformi, e da 500 a 4.000 euro per le violazioni formali. Non è un tema da panico: è un tema da procedura, e una procedura ordinata costa molto meno di una plastificazione rifatta ogni stagione.

Cosa deve contenere il cartello allergeni

Dove esporlo: in un punto visibile della sala o all'ingresso, e comunque disponibile al tavolo su richiesta. Se il locale ha un dehors o un servizio al banco, serve una copia anche lì — il cliente deve poterlo consultare prima di ordinare, non dopo.

Perché il cartello stampato invecchia male

Il sistema digitale: ammesso, ma va fatto per bene

Portare gli allergeni nel menu digitale risolve il problema alla radice: il cliente non deve incrociare una griglia, legge gli allergeni sotto il piatto che sta già guardando. Perché regga anche sul piano formale, però, servono alcune accortezze:

Come funziona su menu.video

Su menu.video ogni piatto ha la propria selezione di allergeni tra i 14 previsti dalla normativa UE. Quando il cliente apre un piatto, gli allergeni compaiono come testo sotto al piatto, accanto al video e al prezzo, nella lingua scelta dal cliente. Cambi una ricetta, aggiorni gli allergeni dal telefono, e il cliente successivo che inquadra il QR code vede il menu corretto — senza ristampare niente.

La correttezza delle informazioni resta responsabilità dell'operatore del settore alimentare: un menu digitale rende molto più facile tenere gli allergeni aggiornati, non controlla le ricette al posto tuo. Vuoi vedere come si legge dal telefono? Scorri la demo dal vivo.

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