Allergeni nel menu: obblighi, sanzioni e come indicarli (D.Lgs. 231/2017)
Ogni ristorante, bar, pizzeria, gelateria o locale che serve alimenti non preimballati deve informare i clienti sugli allergeni presenti nei piatti. L'obbligo nasce dal Regolamento UE 1169/2011 e in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 231/2017, che stabilisce anche come dare l'informazione e quali sanzioni si applicano. Ecco cosa serve sapere, e come gestire gli allergeni con un menu digitale.
I 14 allergeni da dichiarare
- Cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut)
- Crostacei
- Uova
- Pesce
- Arachidi
- Soia
- Latte (compreso il lattosio)
- Frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, anacardi, noci pecan, noci del Brasile, pistacchi, noci macadamia)
- Sedano
- Senape
- Semi di sesamo
- Anidride solforosa e solfiti (oltre 10 mg/kg o 10 mg/litro)
- Lupini
- Molluschi
Cosa prevede il D.Lgs. 231/2017 per la ristorazione
Secondo l'articolo 19 del decreto, l'informazione sugli allergeni deve essere riconducibile a ciascun alimento e fornita prima che l'alimento venga servito. Può stare sul menu, su un registro o su un cartello, oppure su un altro sistema equivalente, anche digitale. In alternativa si può esporre un avviso che invita il cliente a rivolgersi al personale — ma anche in questo caso le informazioni devono esistere in forma scritta.
Un punto importante: se scegli un sistema digitale, il decreto chiede che sia accompagnato da documentazione scritta, facilmente reperibile sia per il cliente sia per l'autorità di controllo. Il menu digitale quindi è ammesso, ma non sostituisce del tutto la carta: tieni sempre in sala una scheda allergeni aggiornata.
Le sanzioni
L'articolo 23 del D.Lgs. 231/2017 prevede, salvo che il fatto costituisca reato, una sanzione amministrativa da 3.000 a 24.000 euro per chi omette le informazioni sugli allergeni, e da 1.000 a 8.000 euro per chi le fornisce con modalità non conformi. Per verificare il testo aggiornato fai riferimento alla Gazzetta Ufficiale o alla tua associazione di categoria.
Perché menu di carta e PDF rendono difficile gestire gli allergeni
- Le ricette cambiano, il menu stampato no: una tabella allergeni vecchia è peggio di nessuna tabella.
- Numeri e simboli a piè di pagina sono difficili da leggere, soprattutto dentro un PDF sul telefono.
- Il personale riceve le stesse domande a ogni tavolo, in più lingue, nell'ora di punta.
Come indicare gli allergeni in un menu digitale
- Collega gli allergeni a ogni piatto, non a una pagina separata da cercare.
- Scrivi il nome dell'allergene, non solo un numero o un'icona.
- Aggiornali nello stesso momento in cui modifichi il piatto, così non restano mai indietro.
- Mantieni l'avviso che invita a parlare con il personale in caso di allergie gravi e rischio di contaminazione crociata.
- Tieni a disposizione in sala la documentazione scritta aggiornata.
Come funziona con menu.video
In menu.video ogni piatto ha la sua selezione degli allergeni, con tutti i 14 allergeni previsti dalla normativa UE. Quando il cliente apre un piatto, gli allergeni compaiono subito sotto, accanto al video e al prezzo, nella lingua scelta dal cliente. Cambi una ricetta, aggiorni gli allergeni dal telefono e il menu è corretto per il cliente successivo.
La responsabilità delle informazioni sugli allergeni resta dell'operatore del settore alimentare: il menu digitale aiuta a tenerle precise e visibili, ma non sostituisce il controllo delle ricette né la documentazione scritta. Vuoi vedere come appare ai clienti? Scorri la demo dal vivo.
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